Ma quanto figa sono a lavorare mentre prendo il sole. E mi bastano un telefono e un Mac!

La prima fase inizia con un post su Facebook o sul tuo social di elezione.

Qui non devi parlare di nulla di specifico, mi raccomando, devi solo iniziare a svoltare qualsiasi fosse il mood che avevi prima verso quello che è il mood approvato dal programma. Niente simpatia, barzellette, politica, cose personali random, pensieri, opinioni o altro. Dal momento in cui inizi il programma, c’è solo positività, e di un tipo particolare.

Non importa se erano vent’anni che non pubblicavi cose tue. Non importa se il tuo post precedente parlava del complotto universale per iniettarti il veleno con il vaccino…


Photo by David Clode on Unsplash

L’altro giorno stavo per scrivere un pezzo sugli asterischi, sulla schwa e soprattutto sul politically correct.

Avrei parlato di quanto questa solfa di non offendere nessuno a tutti i costi sia ormai diventata aberrante, senza senso e un pericolo per la libertà di espressione e pensiero. Mi sarei preso gioco dell’idiozia di inserire * alla fine delle parole, per essere certi che nessuno si senta offeso (che poi, come lo pronunci?). Mi sarei scagliato con forza contro il guardare all’apparenza mentre i fatti vengono lasciati da parte, dimenticati. …


Photo by Jr Korpa on Unsplash

Ho il sonno agitato, di questi tempi.

Trentotto anni, e l’unica cosa a cui riesco a pensare è Stephen King che parla di questa età come di quella che corrisponde a 19 x 2. E, in quanto tale, non una bella età. Quella in cui ti rendi conto che non stai più crescendo, ma invecchiando. Quella in cui trovi peli bianchi nella barba e ti chiedi dove sia andato quel giovane speranzoso che solo ieri ti fissava dallo specchio.

Trentotto anni e mi ritrovo a fare le mie riflessioni, magari sotto la doccia, visto che è uno dei pochi…


Avevo la stessa faccia alla fine del film.

Lo so, non dovrei incazzarmi per certe cose. Ce ne sono di più importanti per cui incazzarsi, tipo l’inquinamento, il razzismo, il sistema, la gente che muore di fame, le guerre insensate e così via.

Mi incazzo anche per quelle, tranquilli.

Il punto però è che, viste tutte le cose malvagie, stupide, senza senso che l’essere umano compie, almeno l’Arte dovrebbe essere una cosa buona. Dopotutto quando si dedica all’Arte sta cercando di fare qualcosa di buono. Sta cercando di elevarsi al di sopra della sua natura. Quindi, quando vedo quella che dovrebbe essere Arte sputtanata e resa mero prodotto…


Lezioni da Onward, il mio primo film al cinema post-quarantena

Courtesy of Pixar

Entro al cinema per la prima volta da febbraio 2020 e la sensazione non è quella di tornare a casa. Il Covid-19 e l’estate stessa rendono il cinema un’esperienza per pochi, di questi tempi.

Bellissimo, forse, da un certo punto di vista.

Triste da morire dall’altro.

Ok, hai tutta la sala per te, ma quanto è più bello quando un film diventa un’esperienza collettiva, in cui si ride insieme, ci si emoziona insieme, si ha paura insieme? Quanto più potente diventa la magia del cinema? …


Photo by Federico Respini on Unsplash

Il sole si alza e io lo ammiro dal mio giardino. In lontananza sento passare un treno.

Il silenzio questa mattina ha una profondità che da tempo non sperimentavo. Il periodo ferragostano in Italia regala momenti di calma tutta da gustare, per chi sceglie di non andare a imbottigliarsi nel casino delle ferie forzate di questi giorni.

Non che quest’anno sia come gli altri anni, ovviamente. Però la fuga dalla routine è quella, il tentativo di ridare colore ad un’esistenza grigia con pochi giorni di vacanza è quello. …


Photo by Nazym Jumadilova on Unsplash

PREMESSA: in questo articolo ci sono un sacco di parolacce. Siatene consapevoli e non svangatemi le palle: qui è necessario.

Prendila un po’ come ti pare, ma al giorno d’oggi raggiungere i propri sogni è un’eccezione.

Uno: la gente non ha più sogni. Guadagnare un fracco di soldi, comprarsi il nuovo smartphone, ricevere un botto di like sui social non sono sogni. Sono puttanate.

No, neanche volere la macchina più grande, il garage a due posti, la cucina con l’illuminazione a led multicolori e mandare i figli a scuola vestiti di Prada sono sogni. Sono altre puttanate. …


Photo by Andrew Neel

Oggi

– Dagli qualcosa, non fare il tirchio! –

– Ma dai, cosa vuoi che gli dia che poi sono sempre i soliti, e sono tutti parte della stessa rete di barboni che poi porta i soldi alla mafia.

– Ma cosa dici? Dagli due euro almeno!

– Sì, così poi se li beve.

Fa finta di non sentirli, sotto la sua coperta di lana e giornali, seduto sullo spicchio di marciapiede meglio coperto dalla pioggia di tutta la strada. Avrebbe preferito essere sotto uno dei numerosi portici della città, ora, ma anche tra barboni c’è una gerarchia e lui…


L’altra sera ero depresso, poi mi sono incazzato.

Quando qualcosa mi butta giù, di solito faccio passare un po’ di tempo, accetto quello che sto provando e pian piano mi recupero da solo.

Altre volte invece mi devo incazzare per sopravvivere.

L’altro giorno mi sono depresso (e poi incazzato) perché ho avuto la conferma che quello che avevo previsto si sta rivelando vero, giorno dopo giorno. Non che ci volesse molto a vedere come sarebbe andata a finire, ma qualcuno si era coperto (o aveva tentato di coprirci) gli occhi di fette di salame rosa.

A me il salame piace…


Photo by DESIGNECOLOGIST on Unsplash

Vuoi sapere come sopravvivere ad un cuore spezzato?

Non sopravvivi.

Non si sopravvive ad una cosa del genere. O almeno, una parte di te non sopravviverà mai. Quella parte del tuo cuore, quella che ora senti bruciare, quella che senti perforata da un chiodo arrugginito, quella che senti strapparsi? Quella è già bell’e morta.

Un giorno riuscirai a passare quasi due ore senza pensare a lei o a lui, e magari due settimane dopo potrai perfino sentire parlare di un posto in cui siete stati e non sentire lo stomaco rovesciarsi e gli spilloni conficcarsi nel cuore. …

Dioniso Ade

It is the tale, not he who tells it

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